Sergio Castellitto, l'intervista di Scrittura Mista
 

Sergio Castellitto vanta una carriera più che trentennale tra palcoscenici e set cinematografici, nonché quelli televisivi. Attore stimato sia in Italia che all'estero, soprattutto in Francia dove lavora con continuità. Da aprile è di nuovo sullo schermo, protagonista della serie firmata Sky In Treatment.

 

Lei ha interpretato moltissimi personaggi da Enzo Ferrari, a Padre Pio a Fausto Coppi. In quale si è immedesimato di più, e perché?


"TUTTI I PERSONAGGI INTERPRETATI DA UN ATTORE RAPPRESENTANO UNA TAPPA, UN PASSAGGIO FONDAMENTALE VERSO LA COSTRUZIONE DELLA PROPRIA ESPERIENZA. IN QUESTO SENSO SONO LEGATO A TUTTI I PERSONAGGI CHE HO RECITATO."

 

Da regista a sceneggiatore, e ovviamente attore. Da che parte della macchina da presa si trova meglio?


"IL "DIVERTIMENTO" E' FONDAMENTALE PER UN ARTISTA. IN INGLESE, COME SI SA, RECITARE SI TRADUCE CON LO STESSO VERBO CHE SI USA PER DIRE GIOCARE: PLAY. IO STO BENE QUANDO E DOVE MI DIVERTO. MA "DIVERTIRSI" NON ESCLUDE LA RABBIA, LA DELUSIONE, L'INCERTEZZA. E LA PAURA DI NON FARCELA."

 

Televisione, teatro, cinema. Quale preferisce tra questi mezzi espressivi, di cui peraltro è profondo conoscitore dati i suoi numerosi lavori in tutti e tre questi canali artistici?


"NON HO MAI SCELTO IL MEZZO, MA SEMPRE LA QUALITA'."

 

In Caterina va in città si affronta il tema della politica vista da una ragazza appena adolescente, Caterina appunto. Si sottolinea sia l'aspetto dicotomico della divisione destra sinistra, sia la facilità del passaggio da una sponda all'altra. Rispetto alla situazione politica odierna, come si è evoluto, secondo lei, questo fenomeno? Esiste ancora Caterina? Se sì com'è combiata?

 

 

"CATERINA E' COMBINATA BENISSIMO PERCHE' L'ENERGIA DELLA GIOVINEZZA E' INESAURIBILE. POI, PURTROPPO SI DIVENTA ADULTI.... CONSIGLIO DI NON FARSI FREGARE DALLE IDEOLOGIE, DI DIFENDERE LA PROPRIA INDIVIDUALITA' MA DI NON RINUNCIARE MAI ALLA CURIOSITA' VERSO GLI ALTRI.."

 

Nella fiction di grande successo 'O Professore interpreta un professore in un istituto superiore napoletano di una classe che raccoglie tutti i ragazzi più difficili da gestire; ragazzi scartati dalle scuole che non volevano più prendersi l'onere di crescerli. Quanto sarebbe importante la realizzazione di un progetto del genere nelle realtà come quelle napoletane?

 

 

" 'O PROFESSORE E' STATA UN'ESPERIENZA STRAORDINARIA, L'INCONTRO CON UN GRUPPO DI RAGAZZI "PERICOLOSI" E INTELLIGENTI. NAPOLI E' UN LABORATORIO SOCIALE, UMANO, POLITICO, IMPRESSIONANTE. NAPOLI E' IL SUD. E SENZA IL SUD NON C'E' ITALIA."

 

Qual è la sensazione dopo aver guardato i suoi film, diretti o interpretati da lei? E' sempre come lo immagina durante il lavoro?

 

"RIGUARDO RARAMENTE I MIEI FILM, ADESSO SE LI GUARDANO I MIEI FIGLI..."

 

Con chi avrebbe voluto lavorare tra gli attori o registi del passato? Perché?

 

 

"HO AVUTO LA FORTUNA DI ESSERE STATO UNA SORTA DI ATTORE "CERNIERA", HO LAVORATO CON ETTORE SCOLA, MARIO MONICELLI, MARCO FERRERI... GRANDI REGISTI CHE CONSIDERAVO MIEI MAESTRI. POI HO INCONTRATO QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE: TORNATORE, ARCHIBUGI... POI ANCORA FRATELLI MAGGIORI, COME BELLOCCHIO, AMELIO... MA SE, PER GIOCO, DEVO SOGNARE UN INCONTRO IMMAGINARIO, E' CON ROSSELLINI, DE SICA, CASSAVETTES..."

 

Cosa si aspetta dal cinema italiano in futuro, quali prospettive intravede?


"DA QUANDO FACCIO QUESTO MESTIERE, SENTO PARLARE DI CRISI, FORSE GLI ARTISTI PRODUCONO QUALCOSA DI BUONO QUANDO SI SENTONO IN CRISI."

 

Un libro che metterebbe in scena?


"QUELLI DI MIA MOGLIE."

 

Scusi la curiosità, mi è impossibile non chiederglielo. Com'è Penelope Cruz dietro alla pellicola?


"PENELOPE E' AMBIZIOSA E UMILE NELLO STESSO TEMPO. SONO LE DUE MAGGIORI QUALITA' PER UN ATTORE."

 

Sta pensando a qualche nuovo lavoro?


"PENSO SEMPRE A QUALCOSA DI NUOVO MA PER ORA E' TUTTO ANCORA NELLE NUVOLE. ASPETTIAMO LA PIOGGIA."