Chef Rubio, tra coltelli, aghi e palla ovale
 

Rugbista, tatuato, romano, e soprattutto cuoco, o meglio chef, Chef Rubio. Il fenomeno dello street food protagonista della serie tv Unti e Bisunti in onda su DMAX si racconta a Scrittura Mista.

 

 

In principio ci fu il rugby, quindi cominciamo da lì. Cosa ti ha dato la palla ovale, da quella italiana a quella dei maestri neozelandesi?

“Mi ha dato sicurezza in me stesso valori importanti e una vita dinamica.”

Sarebbe troppo facile parlare delle differenze tecniche tra i due mondi, ma a livello di mentalità cosa contraddistingue la perfezione dei giocatori del pacifico?

“Sono i migliori al mondo perché si divertono e divertendosi hanno raggiunto il massimo.. E il massimo che si diverte non è comodo da battere.”

Un capitolo importante della tua vita, impossibile non notarlo, sono i tatuaggi. Il più imponente ti ricopre praticamente tutto il busto. Lo hai fatto a Wellington con il vecchio metodo ago e scalpello? Qual è il significato dell’inchiostro su pelle per gli isolani del Pacifico? Cosa ti è rimasto della cultura maori e dei suoi riti?

“Schiena e petto coperte.. No, l’ho fatto con tecnica moderna perché potevo tatuarmi una volta alla settimana dato il lavoro in cucina, e non avrei avuto tempo per il metodo tradizionale. Del significato posso dirvi solo in generale, ossia rappresentano momenti e dogmi della mia vita. Mi son rimasti amici tra cui il mio tatuatore, che sento quasi ogni mese. E bellissimi ricordi.” 

Com’è nata la passione per la cucina?

“A casa credo con mia madre e mia nonna. Mi incuriosiva sapere come riuscissero a cucinare piatti così buoni.” 

Insomma, la Nuova Zelanda non è certo famosa per le sue prelibatezze a tavola, eppure è lì che hai cominciato a muoverti tra pentole e padelle. Da dove è venuta l’idea di laurearsi al corso internazionale di cucina italiana?

“Ho iniziato in nuova Zelanda e poi ho continuato a fare esperienza sul campo. Ma per avere più conoscenza e metodo sono andato all’Alma, credo me l’abbiano fatta scoprire per caso i miei.”

Cosa ha significato per la tua carriera culinaria il viaggio in Canada?

“Una svolta. Son dovuto ritornare anzitempo per problemi e da lì mi sono messo in gioco con un'altra testa alla professione da freelance. E ho riportato anche l’esperienza del Canada nei miei piatti.” 

Cos’è Fish & Chip?

“Un modo di pensare, un simbolo che dovrebbe unire il presente col passato.. Nato per caso con la mia collega Laura Torresin, bravissima Chef, simboleggia la cultura povera e le radici di ognuno.” 

Come nascono le stravaganti idee del cuoco a domicilio e degli irriverenti video su YouTube, dove insegni ricette in modo alternativo (pensate solo al taglio “no look” delle pietanze)?

“Non avrò a caso una testa grande! No scherzo, credo nascano da chiacchiere e idee. A volte ho ideato io, a volte il mio collega Michele Fontolan gli scatch. Ma è tutto facile se inizi, poi le cose vengono da se. Ho scelto la

versione di cuoco freelance per poter prestar servizio da e per chiunque. Si può portare l’alta cucina a casa in un'atmosfera meno pettinata e più conviviale.”

Unti e Bisunti è un format che sembra esserti stato cucito addosso. Quale è secondo te il motivo del  suo successo?

“Togli il sembra! Con Pesci combattenti, la casa di produzione con cui è nato, non abbiamo dovuto far altro che creare il format in funzione del mio modus operandi.. Viaggiare, assaggiare e riproporre gli incontri fatti strada facendo, non più solo ai miei occhi, bensì a disposizione dello spettatore.” 

Nel programma in onda su DMAX c’è anche la tua passione per i viaggi. In ogni puntata, infatti, te ne vai per le vie dei mercati di una città d’Italia in cerca del cuoco da strada da sfidare sul suo piatto forte. Cucina e viaggi, moglie e amante o due compagne di vita?

“Compagne a vita. Non esiste l’una senza l’altra, non per me. Dal cibo capisci la cultura di un popolo e la capisci entrando dal portone principale. Entri in casa loro senza bisogno d’invito alcuno. È il mezzo più veloce e profondo per poter capire una cultura che ti si rivela morso dopo morso.”

La romanità è la costante nei tuoi show, da YouTube a Sky. La ricetta del dialetto è una delle chiavi del tuo successo, qual è, tra i fornelli, la tua espressione prediletta in romano?

“Credo che il romano faccia sorridere i più a tutte le latitudini.. E l’aver preferito parlare in maniera naturale senza artefizi credo che abbia aiutato a far passare alcuni messaggi in maniera più vera. Non serviva in questa occasione far sapere che oltre al romano si è in possesso dell’uso azzeccato del congiuntivo.” 

 Il tuo piatto preferito? Quali sono gli ingredienti?

“Quello che ancora non ho assaggiato. Quindi ti saprò ridire!”

Non tutti sanno che sei anche campione italiano ed europeo di Beach Rugby con i tuoi Pessimi Rugby Club [nonché mio avversario, dato che io gioco nelle Sabbie Mobili Rugby Club, ndr]. Tra goliardia e fatica, cosa è per te l’ovale sulla sabbia?

“Un modo molto bello di continuare a giocare a rugby, pur non avendo più tempo. Un rinfrescare amicizie decennali ad ogni tappa. E a quanto sembra un motivo in più di soddisfazioni sportive.” 

Possiamo aspettarci un’altra serie di Unti e Bisunti?

“La sto girando proprio in questo momento.” 

Nel frattempo dove possiamo assaggiare il tuo Street Food?

“Se riuscite a starmi dietro, in giro per l’Italia!”