Il ruolo di Consigliere regionale, spiegato da Simone Lupi (Consigliere regionale del Lazio)
 

Il Consigliere regionale è la figura più discussa del panorama politico della stagione che
sembra essere passata. Un'ondata di rinnovamento potrà partire con l'insediamento della
nuova giunta regionale del Lazio presieduta da Nicola Zingaretti. Per comprendere come
ripartirà il pesante sistema della Regione Lazio, abbiamo intervistato il Consigliere regionale
Simone Lupi.

 

Lei ricopre una carica che nella più recente memoria politica è stata vista coinvolta in
svariati scandali. Fiorito su tutti, ma anche i Consigli di Basilicata, Sardegna, Calabria e
Lombardia. Da dove si deve partire per ridare credibilità alla carica di consigliere
regionale?


"La prima cosa è l'impegno costante in Consiglio, ma soprattutto nei territori. Dobbiamo
essere lo specchio di una politica semplice, umile, vicina al cittadino, trasparente e
concreta. Questo mi sto impegnando a fare, incontrando i cittadini e presentando
numerose proposte di legge per dare un mio contributo all'azione di governo regionale.
In questo senso i provvedimenti presi dal Consiglio in queste settimane renderanno
assolutamente trasparenti le spese del Consiglio Regionale e dei gruppi consiliari."


La regione Lazio esce da una stagione politica tutt'altro che gloriosa. Cosa è mancato? E
soprattutto in che modo si potrà colmare le lacune lasciate dalla precedente
amministrazione?


"La situazione delle casse regionali è difficile, sia per le condizioni generali, legate in gran
parte ai debiti della Sanità, sia per la gestione della Polverini ed il bilancio di tagli e tasse
che ci siamo ritrovati a marzo. Noi siamo intervenuti, eliminando alcuni balzelli previsti e
soprattutto ricavando quasi 200 milioni di euro dalla riduzione drastica dei costi della
politica, tra cui i fondi ai gruppi consiliari, il taglio dei dipartimenti e dirigenti, la
riduzione delle indennità di Presidente e noi consiglieri, oltre ad aver previsto una seria
riorganizzazione delle società della Regione."


La materia della Sanità è focale per il buon funzionamento della macchina della
Regione Lazio. Quali sono le misure che la squadra di Nicola Zingaretti, di cui lei fa
parte, ha intenzione di adottare, soprattutto nei primi mesi di lavoro?


"Innanzitutto abbiamo iniziato a rafforzare il merito e le competenze, modificando i
requisiti per le nomine e togliendo i rappresentanti della Regione dal collegio che fa le
selezioni, oltre ad elevare i profili che possono scelti. Poi è necessario riequilibrare i
servizi sanitari nel territorio, creando una rete di servizi che riducano accessi e
permanenze nei pronto soccorso e negli ospedali."


Altro tallone d'Achille dell'amministrazione laziale sono i trasporti pubblici. Dagli
autobus Cotral, spesso inefficienti e poco puntuali, ai treni regionali affollatissimi,
soprattutto quelli diretti a Roma Termini nelle prime ore della giornata, ai gravi ritardi
nella realizzazione della terza linea metropolitana. Quali sono le sue proposte di
miglioramento?


"La Giunta Zingaretti ha appena deciso di spendere 32 milioni di euro per sanare il
bilancio del CoTraL, ma è chiaro che bisogna rivedere il sistema del trasporto pubblico,
specialmente locale, in modo che sia più efficiente. A Gennaio le Fs consegneranno alcuni
nuovi treni regionali e dovremo fare in modo che vadano in esercizio sulle tratte più
affollate, tra cui certamente quelle verso i Castelli e la Roma – Cassino. Oltre a questo
serve programmare degli investimenti forti sulla rete ferroviaria, potenziandola in modo
da avere molti più passaggi, almeno fino a Ciampino fino a quando non sarà risolta la
querelle del quadruplicamento dei binari verso Termini. La terza metropolitana, invece,
può essere una grande opportunità per il territorio, ma dobbiamo saper programmare la
sua connessione da una parte con il territorio tuscolano, dall'altra con il centro effettivodi Roma,

altrimenti rischia di essere inutile e causa solo di maggiore traffico per i nostri comuni."


Soprattutto in periferia, il livello di inadeguatezza dello smaltimento rifiuti laziale è
troppo elevato. Pensa sarà possibile estendere gli esempi virtuosi di Ciampino e dei
Castelli Romani, simbolo dell'efficienza della raccolta differenziata obbligatoria?


"C'è solo una strada per risolvere il problema dei rifiuti nel Lazio: la differenziata spinta in
tutto il territorio regionale, specialmente a Roma. Ciampino, con i risultati di questi anni,
di cui sono orgoglioso, è e deve essere un esempio. Poi bisogna completare il ciclo, con gli
impianti di compostaggio e di trattamento, per ridurre al minimo il rifiuto
indifferenziato da smaltire in discarica. Si può fare, lo dicono i numeri."


Concretamente, quali misure intende introdurre al fine di evitare gli sprechi e gli abusi
denunciati a più voci nel sistema poco trasparente della macchina amministrativa
laziale?


"Come accennavo prima, il 22 giugno abbiamo approvato una serie di norme che riducono
fortemente i costi della politica e dell'amministrazione, a partire dall'eliminazione dei
vitalizi e la riduzione delle indennità di Presidente Consiglieri e Dirigenti, oltre ad evitare
che chi ha commesso reati nella pubblica amministrazione possa in futuro continuare a
godere di vitalizi e buona uscita. Ma quello che è più importante è la trasparenza
imposta ai bilanci dei gruppi ed in generale alle spese dell'Ente. Il cittadino deve poter
controllare e così essere sicuro che i suoi soldi non vengono sprecati."

 

Lei è stato delegato allo sport al comune di Ciampino. Cosa può essere migliorato a
livello sportivo, soprattutto dilettantistico, nelle molteplici realtà atletiche esistenti sul
territorio laziale?


"Tengo moltissimo alla mia esperienza al Comune, che mi ha dato tantissimo. Sullo sport
ho da poco presentato una proposta di legge per un testo unico, che ridefinisca il sistema
di sostegno alle società ed ai comuni, per garantire ai giovani della nostra regione
strutture e organizzazioni che permettano a tutti di fare sport in modo sano e proficuo,
anche a livello agonistico. In questi anni troppo spesso i comuni sono stati lasciati soli
nell'adeguare gli impianti, così come le società senza grandi sostenitori privati rischiano
di chiudere, ma con loro perde la qualità della vita dei nostri figli!"


E' stato anche membro della Commissione Nazionale per le Politiche Giovanili. Quali
provvedimenti siete in grado di prendere in merito alle esigenze dei ragazzi delle
cinque province laziali?


"La Regione Lazio durante l'esperienza Marrazzo ha fortemente innovato il settore e la
Polverini si è limitata a riproporre quanto fatto in precedenza. Io voglio rendere più
efficienti le risorse che mettiamo a disposizione di comuni e associazioni che offrono
spazi e servizi ai ragazzi e alle ragazze dei nostri comuni. Un grande sforzo dobbiamo
farlo nel metterli a contatto con le opportunità che l'Europa gli offre, oltre a superare le
barriere informative che li separano dalle occasioni di formazione, studio e lavoro. Non
c'è cosa più importante che possiamo fare per i giovani che aiutarli a realizzare se stessi!"


C'è stato da poco il ballottaggio delle elezioni amministrative per rinnovare la
giunta comunale della Capitale. Quanto è importante un'affermazione di un candidato
che abbia idee convergenti a quelle del Consiglio Regionale, così da poter condurre
politiche in continuità nei due livelli amministrativi?


"La vittoria di Ignazio Marino è stato un bellissimo segnale per il centrosinistra nel Paese
ed alla Regione. Tutta la nostra regione è chiaramente inserita in un rapporto dialettico
con Roma, per non parlare dei comuni della Provincia, in attesa di capire come
chiuderemo la partita della Città Metropolitana. E' chiaro che in questo senso avere un
valido riferimento al Campidoglio aiuta a sciogliere i nodi più insidiosi e ad avere una
programmazione coerente dello sviluppo del Lazio."